06
DIC
2019

Progetto “GenerAzioni – spazi che generano comunità” – Presentazione al GATTAPONE

E’ stato presentato venerdì 6 dicembre presso l’Aula Magna del Gattapone il progetto “GenerAzioni. Il teatro come modo per creare legami e costruire comunità”, progetto realizzato grazie anche al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e promosso dell’Istituto in collaborazione con i comuni di Gubbio e Scheggia, l’Associazione Settimana del libro, l’Associazione Ad Ensem, Università della Terza Età. Il progetto ha avuto inizio lo scorso 23 di settembre e prevede una serie di laboratori teatrali paralleli, che impegneranno generazioni diverse di partecipanti (giovani, adulti, anziani) e che si concluderanno con tre serate di repliche dello spettacolo finale presso il teatro Comunale di Gubbio, spettacoli all’interno dei quali i diversi laboratori troveranno una sintesi comune, con le diverse generazioni a confrontarsi sul palcoscenico. Per l’occasione è stato anche completamente rinnovato l’impianto di amplificazione dell’Aula Magna del plesso Gattapone, che ha accolto non solo la cerimonia di presentazione del progetto, ma anche tutti gli incontri laboratoriali e che si candida a diventare negli anni prossimi uno “spazio” nel quale lavorare proprio in vista delle finalità progettuali: creare legami e costruire comunità attraverso il teatro. Grande soddisfazione ha espresso il Dirigente scolastico David Nadery per questo progetto, che è “evidentemente inserito in un piano strategico di rete territoriale”. Lo stesso Dirigente auspica che “l’iniziativa possa trovare stabilità nel tempo grazie ai contributi in termini di risorse, idee e impegno congiunti tra scuola, enti e associazioni”. Anche il Sindaco di Gubbio, prof. Mario Filippo Stirati, ha sottolineato che si tratta di “un progetto di grande significato, di condivisione fra le diverse generazioni, promosso dall’Istituto in collaborazione con soggetti istituzionali, associazioni e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, affinché le relazioni diventino parte integrante di una società, un momento propositivo, di formazione e di dialogo tra giovani e adulti”. E’ intervenuto anche il sindaco di Scheggia Fabio Vergari, garantendo il supporto dell’Amministrazione del suo comune allo svolgersi dell’azione progettuale, tanto più importante quanto più “interviene in un’area interna che vive come fondamentale la promozione della comunicazione intergenerazionale”. Anche sul fronte delle Associazioni coinvolte nel progetto, sono intervenuti a questo evento inaugurale Mariella Facchini, vice sindaco di Scheggia e presidente della “Associazione Ad Ensem”, il prof. Raniero Regni in qualità di presidente dell’Associazione “Settimana del Libro” e la Rappresentante dell’Università della Terza Età prof.ssa Fanny Lo Gatto: pieno sostegno all’iniziativa promossa dalla scuola, in quanto – come ha avuto modo di dichiarare il prof. Raniero Regni – “la scuola ha bisogno di vita, ed il teatro mette in gioco gli elementi più vitali delle persone”. L’incontro è stato concluso dall’intervento del Rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, prof. Giancarlo Pellegrini, che ha ricordato il ruolo della Fondazione stessa nel promuovere, attraverso la propria attività, cultura e solidarietà nei territori. Le azioni progettuali prevedono la Realizzazione di un laboratorio teatrale intensivo in uno spazio-mondo-teatro, attrezzato per servire e aver cura dell’incontro tra giovani, adulti, anziani. Uno spazio comune, fisico e concreto, che sia “luogo” vivo e vissuto non solo nell’ambito di questo progetto, ma anche in vista di attività future. Un centro irradiante da cui testimoniare della vitalità e dell’energia che tutte le età hanno soprattutto se si rispettano, si parlano, si raccontano come avviene nello spazio scenico. Una zona franca dove le appartenenze non pesino al punto di limitare o negare il rapporto con l’altro, simile o diverso che sia; un crocevia e un luogo di scambio di esperienze diverse con diversi linguaggi, ricodificati ed espressi attraverso la parola detta, la parola letta, il movimento, il canto, la musica. In scena: appunto il teatro. E il gioco del teatro chiama non solo gli attori sulla scena, ma anche gli spettatori in sala, rieducandoli ad una percezione, ad uno sguardo e visione “altra”. In realtà ognuno è un po’attore e un po’ spettatore, nel rapporto essenziale e intimo tra il far vedere e il veder fare, tra l’agire e il percepire. Educare lo spettatore al vedere in prossimità, alla precisione dei gesti, alla presenza dei corpi riabitua alla concretezza della realtà, che non è l’astrattezza virtuale degli schermi, e predispone ai legami sociali, vero motore iniziale e finalità ultima del progetto stesso.

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